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mercoledì, gennaio 23, 2008
La scomparsa Cavokaz

marmotta

Ken Cavokaz stava ultimando il suo ultimo lavoro, un manuale sulla condotta da tenere per abusare sessualmente di una marmotta senza farsi scoprire dalle forze dell’ordine quando fu scoperto dalle forze dell’ordine e da una marmotta. Accusato di disordine mentale e carenza di vitamina B12 esso fu portato nell’area 51 e costretto dalla polizia a deglutire svariati galloni di gasolio fino all’inevitabile decesso.
La successiva perizia del dottor Kraus van de Kraus chiamato per accertare le cause della misteriosa morte di Ken dimostrò che in un diesel è assolutamente necessario riscaldare le candelette, accortezza questa che non venne rispettata nel caso di Ken Cavocaz. La scoperta del dottor Kraus va de Kraus di un defibrillatore portatile della Kinder trovato in tasca di Cavocaz salvò la vita a Cavokaz. Il dottore stava giocherellando con la suddetta sorpresina e quello che  sembrava essere un cadavere a tutti gli effetti quando una scarica di corrente particolarmente forte, non usuale per un defibrillatore Kinder mise in moto quella stanca carcassa a diesel che era diventato Ken Cavokaz.Nonostante fosse molto ingolfato e non abituato a ingollare del diesel, Ken con una brusca accelerazione scese dal lettino e senza neanche ringraziare sgommò verso l’uscita d’emergenza. Fu visto nudo e con qualche ammaccatura sul paraurti da un acchiappacani di Taibo, Cioco Macioco, un avvocato d’attacco magrebino abbastanza magrolino che di hobby fa l’acchiappacani e di sport l’attaccapanni senza dimenticare che egli è anche il più grande attaccabrighe mai conosciuto della famiglia Macioco. Infatti non l’ho mai conosciuto e non me ne dispiaccio. Quello di Cioco Macioco fu l’ultimo avvistamento di Cavocaz che non è più tornato né sui suoi passi ne sul passo del Muraglione, luogo che egli adorava da bambino e che nelle lunghe passeggiate montane permise al giovane Ken di conoscere le marmotte da vicino, forse un po’ troppo vicino. Questa è una storia triste, la storia di un uomo disturbato che non è più tornato ma che stasera andrà in onda su Canale 5  dalla de Filippi per quel programma con le buste che si aprono e chiudono che si chiama c’è posta per te.  Staremo a vedere….
Permalink | pigiato da: GiulioInno in data gennaio 23, 2008 23:55 | commenti (2)
categorie:news, cazzate, storie, filosofia, mondo, notizie, satira, , novità, ken cavocaz, abusi sulle marmotte
giovedì, gennaio 03, 2008
Il signor Roger Bobker

bobker
Il signor Bobker stava tornando a casa in auto per festeggiare la notte di capodanno con la propria famiglia quando colpì un insetto che stava zampettando sull'interno del parabrezza, poi starnutì, si soffiò il naso e accendendosi una sigaretta perse il controllo della vettura. Fortunatamente evitò i cassonetti del generico ma colpì con violenza il bidone del vetro. Lo schianto fu impressionante, pezzi di vetro in frantumi, Bobker scese per controllare lo stato della vettura, neanche un  graffio. Cominciò a nevicare, Bobker raggelato dall'accaduto e dal clima si mise sulla strada di casa. Si accorse di avere una strana cera, forse aveva lavorato troppo e l'improvvisa paura di aver graffiato il paraurti l'aveva scosso parecchio. Bobker si addormentò. Questa volta la botta fu più forte e ci volle un po' per tamponare con dei fazzoletti il sangue che usciva dal naso. L'auto era finita in un fosso non troppo alto ma sufficiente per far sbalzare Bobker contro il vetro. Con qualche tentativo in retromarcia e un paio di grossi cinghiali molto gentili che l'aiutarono a spingere la vettura Bobker riusci a tornare sull'asfalto. Nevicava veramente molto forte. Mentre tornava nuovamente alla propria dimora Roger Bobker pensava all'altruismo di certe bestie considerate scontrose e selvatiche come i cinghiali. L'unica cosa fastidiosa era la marmitta che staccatasi nell'incidente ora strisciava e sbatteva contro la ruota ad ogni curva. Fu proprio durante una curva stretta che una parte della marmitta strisciò sul semiasse prima di infilarsi dentro al cerchio della ruota. Questa volta Bobker fu sbalzato nel posto del passeggero e si mise a piangere mentre l'automobile compiva salti mortali e rocamboleschi avvitamenti. Quando l'automobile dopo circa mezz'ora si fermò Bobker si sentì meglio, si asciugò le lacrime e si rimise al posto di guida. Finalmente arrivò a casa, oltrepassato il portone si mise le pantofole, respirò a narici allargate il profumo di zampone e lenticchie che proveniva dalla cucina e si commosse, sua moglie gli venne incontro per baciarlo mentre i bimbi festanti gli saltavano intorno. Era davvero un bel capodanno ma Roger Bobker non lo sapeva, che quest'anno, lo zampone, era di cinghiale...
Permalink | pigiato da: GiulioInno in data gennaio 03, 2008 17:25 | commenti (6)
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