"Sposati: se trovi una buona moglie sarai felice; se ne trovi una cattiva, diventerai filosofo." Socrate (469-399 a.C.), filosofo greco.
Probabilmente Socrate non aveva trovato una buona moglie (si usa infatti dire: "Sei una Santippe" nell'accezione di donna bisbetica) dato che poi è diventato un grande filosofo e forse la filosofia altro non è che l'arte di rammaricarsi di un matrimonio non riuscito. C'è anche da dire che si legge la storia con gli occhi di Socrate e non con quelli di Santippe. Dico questo non tanto per spezzare una lancia in favore della donna ma per lasciare sottinteso un velato senso di critica anche nei confronti di Socrate. Era Socrate un buon marito?
Ma il quesito fondamentale di oggi è un'altro: E' eticamente corretto offrire agli invitati di un matrimonio cosce di pollo considerando quello che è successo ai polli per via dell'aviaria?
Chi ci dice che i polli in vita non abbiano conosciuto una pavoncella, scambiato due chiacchiere con un' anatra, flirtato con un'oca, avuto contatti con i cigni o peggio ancora con dei germani reali? Chi ci dice che il pollo che abbiamo nel piatto durante una spensierata festa nuziale non abbia avuto rapporti a rischio con qualche cormorano di passaggio, con un pellicano o con una allegra garzetta? Per non parlare degli scambi a rischio di infezioni tra le compagnie tossicomani dei gabbiani e dei piccioni.. Il rischio di contrarre l'aviaria rimane alto, il consiglio degli esperti è quello di evitare di mangiare il pollo ai matrimoni, eventi duranti i quali una comprensibile disattenzione e distrazione può però rivelarsi fatale.